La precarizzazione della sanità pugliese

18 -10-2011

 

Le file agli sportelli per il pagamento dei tickets, le lunghe liste di attesa, la difficoltà a garantire i servizi minimi ai cittadini, più che convincere i diversi schieramenti politici a ricercare soluzioni positive, magari condivise, favoriscono invece solo il rimpallo delle responsabilità.

 

Nel frattempo i problemi marciscono, anzi si aggravano.

 

Premesso che il Piano di rientro obbliga ad evidenti sacrifici economici per tutti i cittadini di Puglia, è necessario indicare anche le soluzioni affinché questi cittadini siano trattati come ogni cittadino del resto d’Italia.

 

Ad oggi così non è

- abbiamo il numero più basso di operatori sanitari in rapporto popolazione residente;

- siamo obbligati ad un ridimensionamento degli organici;

- le sentenze della Corte Costituzionale obbligano a licenziare centinaia di operatori;

- il turn-over è bloccato.

 

In queste condizioni come si fa a garantire i LEA in Puglia?

 

Non potendo accedere alle deroghe, prerogativa concessa solo alle regioni commissariate, come assicuriamo la continuità dei servizi ai pugliesi?

 

Per fortuna le prime sentenze dei medici licenziati (vedi Taranto) prevedono il reintegro degli stessi.

 

Altre sentenze sono attese nei prossimi giorni e la speranza è che il risultato finale sia positivo per tutte.

 

Ma questo non basta. Tutto il personale precario, sia medico che delle professioni sanitarie non troverà mai spazio senza una soluzione politica, così come non troveranno spazio i lavoratori dei progetti ARES che si sono occupati dell’assistenza domiciliare oncologica e che vedranno azzerato il loro rapporto di lavoro tra qualche settimana.

 

Se non si trova una soluzione politica per consentire alla sanità pugliese una boccata di ossigeno, i già gravi problemi si scaricheranno sulla salute dei cittadini.

 

La deroga è una necessità vitale per sopravvivere.

 

La FP Puglia, dalla prossima settimana ha già programmato delle iniziative di mobilitazione nelle città di Bari, Taranto, Bat e nelle altre province pugliesi, sia sotto le Prefetture che presso le Direzioni Generali delle AA.SS.LL. per rivendicare il diritto alla salute dei cittadini, per difendere i diritti dei lavoratori licenziati, per garantire la continuità dei servizi.

 


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