Lavoro, sviluppo, legalità. "Di Vittorio ancora attuale per valori e proposte"

Il convegno della Cgil Puglia e Cgil Foggia a Cerignola nel 62esimo della scomparsa

07-11-2019 11:47:53

 

Non è stata una scelta casuale quella della Sala consigliare del Comune di Cerignola da parte della Cgil per svolgere una due giorni di dibattito attorno alla figura di Giuseppe Di Vittorio, nel 62esimo della sua scomparsa, avvenuta il 3 novembre 1957 a Lecco. Di sviluppo, di lavoro ma anche di legalità si è parlato nel corso del primo appuntamento, che si è concentrato sulle proposte contenute nel Piano del lavoro, redatto da Di Vittorio nel 1949, settant’anni addietro, e nelle visioni di fondo ancora attuali. Cerignola che ha visto il suo consiglio comunale da poco sciolto per rischio condizionamento mafioso. Un “filo rosso”, come il titolo scelto per questa due giorni che domani prosegue con l’assemblea generale della Cgil pugliese, che collega l’ieri a oggi.

 

https://www.facebook.com/media/set/?set=ms.c.eJxFztsJwAAIA8CNiu~%3Bo~%3BouVKtrfI8awihMQMOUUoocHkj~%3BgjAMZ8IUyqrS0O6nuYCwkSSdUFiQRzoYDnoQcUHaH1wKqT4T3SzS4HoAGbgfQpY7tsPoANz3d~_gvrD5O46ZENES~%3BaLjpW.bps.a.1325077577651543&type=1&__xts__[0]=68.ARD_1hfsOy76_t4A9QRqZw7BKMULbO47YyjSSYKo_9WB60CAAxESXTWHGeJ8lIap_2R1f_lVWH7UKYo_iWr05DXVuFGvpBTHj5yojGBp3l_jPKmQGqNOGjlFC95BgUofh7uIRE4cWciUj9Rfd0q8ngEOruusxjHDQoCE-ErNgsWca6Zm5JfOBwCZBN-HLWDhMyv6k7mgoWlO28ftJcfHz9MibpwHT5N9AEwKjHl8xGbSrV2QAsOrWTwFLWZhzwwrEf5Pa7XbaKNNEfbcQe2WmJRebveyYFAJzM7Lbx2WcRh3joJ8jwuE6s45qm_3mjJvz4rUWC0hQURsolq2fGPKGCebDesXY66kzkEXu8iEyMFqFBQT6yq2sSSeHbHF0Yd5O7kKze3Jhvt37fZds_ZDbS4DHqI4FsG39mrFqCv4ybn4UXim5kcZfiSVGSh-IdXdfQZJsj468MvDpDNmgPGl&__tn__=HH-R

 

“Del Piano del lavoro va evidenziata proprio la lungimiranza di una proposta presentata nel 1949 - ha spiegato lo storico Saverio Russo, ordinario all’Università di Foggia -. In quel piano si concretizza la capacita di Di Vittorio e del sindacato di superare la stretta logica dell’antagonismo di classe e lavorare a misure per sostenere il progresso economico e sociale generale del Paese con uno sguardo alle classi più svantaggiate. Possiamo dire che lì inizia la storia del sindacato di programma”. 

 

Ieri e oggi che si sono incrociato anche nell’intervento del segretario generale della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno, perchè “le condizioni che si vivono oggi nei ghetti, le condizioni che vivono i lavoratori nelle campagne, non sono molti dissimili da quelle che caratterizzavano i tempi di Di Vittorio. Le battaglie del sindacato per il rispetto dei diritti e della dignità di chi lavora caratterizzano ancora oggi il nostro agire. Facciamo sindacato di strada, abbiamo fatto delle denunce, ci sono stati arresti, ci esponiamo anche contro quei sistemi criminali che lucrano sul caporalato, sullo sfruttamento. Ma occorre stare tutti dalla stessa parte: sindacato, parte datoriali, istituzioni”.

 

La proposta del Piano del Lavoro conteneva anche misure concrete sul piano finanziario per sostenere ingenti investimenti pubblici, soprattutto a favore del Mezzogiorno. Che poi porteranno alla nascita alla Cassa del Mezzogiorno. “Dopo quella esperienza, negli anni, vi è stata una forte contrazione di risorse pubbliche per il Sud - ha ricordato l’economista Francesco Prota, ricercatore all’Università di Bari -. Questa carenza è aumentata e ad essa si è associata una carenza di idee e proposte. La Cgil chiede maggior intervento pubblico e io lo condivido, le disuguaglianze si sono fortemente ampliate in questi anni, dal punto di vista demografico, economico, sociale tra Nord e Sud. Tra il 2007 e il 2016 il Mezzogiorno ha perso 11 punti percentuali di Pil, solo l’8% della popolazione al Sud è nella parte alta dei redditi, al Nord è il 26. Ecco, a tutto questo il mercato da solo non potrà porre rimedio. Da qui la necessità di politiche pubbliche, di investimenti, di un governo dei processi economici”. 

 

Di legalità precondizione di qualsiasi ipotesi di sviluppo ha parlato il vicepresidente della Regione Puglia, Antonio Nunziante, che a Foggia è stato prefetto. “La legalità non è di destra o di sinistra, è dei cittadini. Stiamo in una provincia dove sono troppi i Comuni sciolti per mafia. Ci sono comportamenti che chi è investito di una pubblica funzione non può permettersi. Sono stati duri gli anni trascorsi qui, e purtroppo c’è ancora tanto da fare ma lo Stato c’è, risultati sul piano investigativo e giudiziario ci sono. Serve però che tutta la società di Capitanata prenda coscienza che senza legalità non si va da nessuna parte. È una battaglia culturale che riguarda tutti”.

 

E senza troppi giri di parole sullo scioglimento del consiglio comunale di Cerignola è subito intervenuto Paolo Borrometi, giornalista siciliano che per le sue inchieste sulla mafia vive sotto scorta, dopo aggressioni e minacce di morte ricevute. “Uno scioglimento di un comune per mafia è uno shock per la comunità. Ma se c’è cattiva politica che dice che così si dà del mafioso a tutti i cittadini, noi dobbiamo rigettare questa strumentalizzazione. Questo scioglimento deve diventare una occasione di riscatto per la comunità, per prendere coscienza in maniera più forte del condizionamento che si vive e costruire argini culturali più alti, più forti. E visto che siamo nella città di Di Vittorio dobbiamo ripetere una cosa ovvia, il lavoro assieme alla cultura è il miglior antidoto antimafia. Un lavoro dignitoso, uno sviluppo giusto. Questi sono gli argini alle mafie. E tutti devono fare semplicemente il nostro dovere, non servono eroi, c’è già Di Vittorio, ognuno di noi deve fare solo il proprio lavoro”.

 

A chiude i lavori l’intervento del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo: “La grandezza di Di Vittorio è negli interventi ascoltati, la possibilità di contestualizzare e attualizzare messaggi, azioni e proposte del padre del sindacato italiano. Questo accade perché avevano la forza di una visione di lungo periodo e fondamenta fatta di valori non contrattabili, immutabili. Di Vittorio è un patrimonio di tutto il Paese non di una parte, certo restando fedeli ai suoi ideali di democrazia, di libertà, dalla parte degli ultimi, dalla parte del lavoro. Non di chi sfruttava un disagio, il bisogno di un reddito a qualunque costo, per massimizzare i profitti. Questa cultura era il nemico di Di Vittorio. A noi compete proseguire questa azione per dare risposte a questi bisogni, per arginare fenomeni come lo sfruttamento, come il condizionamento mafioso, per ridare dignità piena al lavoro, un buon lavoro che deve essere strumento per vivre in maniera dignitosa. Non lavorare rimandando poveri come accade oggi. Il tema del lavoro è centrale, per uscire dallo sfruttamento, dal ricatto, perché chiunque possa rivendicare diritti, quindi affermare pienamente democrazia e legalità”.


Condividi sul tuo social preferito