Braccianti morti in incidente stradale, Cgil e Flai: vittime del caporalato

06-08-2018 09:19:35

Dichiarazione di Pino Gesmundo, segretario generale Cgil Puglia, e Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Puglia


Ridurre il tragico incidente in cui hanno perso la vita quattro braccianti stranieri a mera fatalità significa voler chiudere gli occhi di fronte allo strapotere dei caporali nelle nostre campagne. Un’altra stagione di raccolta del pomodoro sta finendo e poco o nulla  è cambiato nelle condizioni di sfruttamento cui sono costretti migliaia di uomini e donne, che contribuiscono alla ricchezza del settore agricolo pugliese.

 

Le condizioni dei lavoratori sottoposti a grave sfruttamento in agricoltura sono note, rilanciate anche nell’ultimo rapporto sulle agromafie dell’Osservatorio Placido Rizzotto dell Flai nazionale. L’orario medio va da 8 a 12 ore di lavoro al giorno. Nessuna tutela e nessun diritto garantito dai contratti e dalla legge; una paga media tra i 20 e i 30 euro al giorno; lavoro a cottimo per un compenso di 3/4 € per un cassone da 375Kg; un salario inferiore di circa il 50% di quanto previsto dai contratti. I lavoratori sotto caporale devono pagare anche il trasporto a secondo della distanza, mediamente 5 euro.

Trasporti che avvengono non con le necessarie misure di sicurezza, spesso stipati più del consentito in questi furgoni che a decine e decine attraversano in questi giorni le campagne del Foggiano e non solo. La legge 199 fortemente voluta dal sindacato di contrasto al caporalato sta funzionando sotto l’aspetto repressivo ma poco o nulla si è riuscito a fare nel fornire servizi legal ai lavoratori, dall’accoglienza all’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro fino proprio si trasporti. Senza un intervento pubblico su questi tre aspetti continueranno a proliferare i caporali.

 

La Regione Puglia aveva anche trovato risorse per bandi pubblici necessari a organizzare servizi di trasporto dedicati nella stagione della raccolta, ma per procedere sarebbe servita la piena collaborazione delle imprese per costruire percorsi e tarare il servizio. Così non è stato e questi morti di ieri, cui va il cordoglio di tutta la Cgil regionale, pesano sulla coscienza di imprenditori senza scrupoli che puntano a fare profitti mettendo a rischio la vita di uomini e donne e alimentando circuiti economici criminali, con cui spesso vi sono contatti diretti e che sfugge al controllo delle associazioni di produttori, che ogni volta si dolgono delle nostre denunce, come se la realtà non fosse così evidente. Come se questo sfruttamento illegale che lucra sui bisogni di povera gente fosse un’invenzione nostra, della magistratura, in ultimo della stampa.

 

Da parte sua la Cgil e la Flai continueranno nella loro azione di informazione dei lavoratori sui propri diritti e di denuncia laddove necessario. Risultati sono stati già ottenuti, con l’attivazione dell’Agenzia regionale per il lavoro che prevede strutture dedicate al caporalato. Con accordi sottoscritti con le Prefetture, con la presenza costante nelle campagne dei dirigenti e attivisti della Flai. C’è infine il tavolo aperto alla Regione per discutere della piattaforma unitaria sui temi del caporalato. Noi non ci fermiamo e non ci arrendiamo a questo andazzo criminoso che produce vittime innocenti.


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