Cgil, incontro con Centinaio: benefici stato calamità anche a lavoratori

11-04-2019 14:49:29

“Al Ministro Centinaio abbiamo ribadito quella che è la priorità della Cgil: estendere la norma generale dello stato di calamità per le gelate del 2018 agli operai agricoli, così come abbiamo detto essere insufficienti le risorse per far fronte alle drammatiche conseguenze che la diffusione della Xylella ha avuto anche sui lavoratori, che hanno perso e perderanno milioni di giornate di lavoro”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, a margine dell’incontro con il responsabile del Dicastero dell’Agricoltura tenutosi stamattina presso la Prefettura di Bari sulle avversità climatiche che il settore primario ha subito lo scorso anno.

“Abbiamo chiesto come Flai Fai Uila a governo e Parlamento di integrare quanto previsto con riconoscimenti a favore delle tante lavoratrici e dei tanti lavoratori coinvolti, attivandosi anche per modificare l’art. 1 della Legge 247 del 2007 sulle calamità naturali, nel senso di riconoscere ai lavoratori agricoli a tempo determinato, per i due anni successivi a quello per il quale le imprese hanno fruito dei benefici di legge, un numero di giornate pari a quelle accreditate l’anno precedente. Una misura che consentirebbe ai lavoratori di accedere a tutele fondamentali almeno sul versante della disoccupazione agricola e della contribuzione previdenziale”, afferma Antonio Gagliardi, segretario generale della Flai pugliese.

Quanto alla Xylella, Gesmundo ricorda come “le organizzazioni agricole stimano un danno che al momento supera il miliardo di euro, in una regione che rappresenta da sola oltre il 30 per cento della produzione nazionale e la prima per estensione delle colture. Serve pensare alle grandi imprese così come ai piccoli agricoltori – in una realtà dove la proprietà fondiaria è fortemente parcellizzata - e allo stesso modo all’indotto, a partire dagli oleifici. Serve un intervento equo a sostegno di chi sta pagando per questa infestazione. Nel Salento siamo di fronte a una ecatombe del sistema olivicolo”.

“Stiamo parlando di un asset strategico nel sistema economico pugliese, che comporta anche ricadute sul versante paesaggistico e quindi turistico – conclude il segretario generale della Cgil -. Serve allora, allo stesso anche pianificare uno sviluppo agricolo del futuro, per far fronte agli espianti e alla perdita di reddito per imprese e operai agricoli. Puntando sempre sulla qualità delle produzioni che è e deve essere sempre di più un marchio dell’agroalimentare pugliese. Per fare tutto questo servono interventi legislativi e risorse, servono risposte concrete e universali, e non parziali e insufficienti come sono quelle predisposte fino ad ora. Attendiamo quindi i prossimi provvedimenti per esprimere un giudizio sull’operato del ministero”.


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