Fondi comunitari: qualità interventi determina efficacia della spesa

La Cgil interviene sulla polemica relativo all’utilizzo delle risorse comunitarie. In Puglia a sostegno delle imprese impegnati già 640 milioni di euro. “Abbiamo impostato il rapporto con la Regione su due principi fondamentali: l’aggiuntività della spesa dei fondi UE con la capacità di creare lavoro stabile e la concentrazione delle risorse su obiettivi strategici capace di incidere positivamente sullo sviluppo”

19-04-2017 11:02:25

“C’è un equivoco di fondo nella polemica sull’utilizzo dei fondi comunitari: considerare la certificazione della spesa invece della spesa effettiva. Come Cgil Puglia abbiamo sempre operato affinché tutte le opportunità fossero colte, perché si tratta di risorse fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno e della nostra Regione, quasi sempre le uniche a disposizione. Ma riaffermiamo un principio per noi altrettanto importante: la stessa attenzione che si ha verso la quantità della spesa andrebbe riservata anche alla qualità degli interventi, perché è questo che fai poi la differenza rispetto ai risultati che si ottengono”. E’ quanto afferma il segretario della Cgil pugliese, Pino Gesmundo, circa l’utilizzo dei fondi comunitari che vedrebbero la Puglia ferma al palo.

“Tra mille difficoltà abbiamo lavorato affinché fossero utilizzati anche fondi rivenienti dalla precedente programmazione, sostenendo la decisione di dirottare risorse verso settori e imprese che investono su innovazione e ricerca, al fine di creare buona occupazione. Nonostante gli sforzi molte risorse sono state però utilizzate solo nell’ottica di evitare che fossero perse. Da qui il richiamo a guardare più e meglio alla qualità degli interventi. Abbiamo comunque dimostrato che anche la Puglia è stata in grado e lo è tuttora, di utilizzare quei fondi smentendo lo stereotipo del sud piagnone incapace di programmare e gestire investimenti”.

Quanto all’equivoco sulla lettura dei dati, “le Regioni - per quanto riguarda i programmi operativi regionali - e lo Stato - per quanto attiene ai Programmi Operativi Nazionali - “devono certificare la spesa all’UE entro scadenze precise e la prima è il 31 dicembre 2018. Ciò  non significa che fino a quella data non sì è investito nulla. La Puglia, ad esempio, ha prodotto già impegni di spesa e spesa in molti degli Assi del P.O. FESR. Ad esempio, a metà aprile erano stati già erogati o impegnati 640 milioni di euro di contributo che hanno prodotto investimenti complessivi di 1 miliardo e 830 milioni di euro a favore del sistema delle imprese, dai Contratti di Programma e PIA al credito, ai NIDI a favore dei giovani e dei disoccupati. Poi c’è tutta la partita delle opere pubbliche laddove sono state impegnate ad oggi somme pari a oltre 500 milioni di euro. Sono stati attivati finanziamenti per la ricerca, la mitigazione del rischio idrogeologico, l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, la cultura ecc. Allo stesso tempo ha avuto un avvio positivo il Piano di Sviluppo rurale. Ci sono settori che marcano un notevole ritardo così come ci sono ambiti nei quali avvertiamo una maggiore attenzione per la spesa piuttosto che la qualità dell’intervento”.

La Cgil, insieme agli altri componenti del partenariato economico sociale, “ha impostato il proprio rapporto con la Regione sin dalla stesura dei Programmi Operativi, su due principi fondamentali: l’aggiuntività della spesa dei fondi UE con la capacità di creare lavoro stabile e la concentrazione delle risorse su obiettivi strategici capace di incidere positivamente sullo sviluppo. Su tali obiettivi dovrà proseguire il confronto anche se non ci nascondiamo i rischi sempre presenti di dispersione delle risorse ed i possibili ritardi che vanificherebbero l’efficacia degli interventi. La caratteristica dei Fondi Europei consiglia di non guardare ai dati parziali poiché, come testimoniano i dati definitivi della programmazione 2007-2013, tutte le regioni meridionali, a dispetto delle previsioni catastrofiche, alla fine hanno speso tutto. Ribadiamo che sarebbe invece più utile una riflessione generale sulla qualità della spesa e sulla sua efficacia ed è proprio sui questi due aspetti che noi intendiamo concentrare sempre di più il nostro impegno”.

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