Foresteria Casa Sankara, per Cgil e Flai Puglia "primo passo verso accoglienza e legalità"

"Ma serve maggior impegno del Governo e soprattutto delle imprese”. Nota congiunta del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e del segretario regionale della Flai, Azmi Jarjawi

31-07-2019 13:56:15

“La foresteria inaugurata oggi a Casa Sankara, sulla strada statale tra Foggia e San Severo, che estende a 600 persone l’ospitalità, assieme al primo pullman per il trasporto legale dei lavoratori partito dallo stesso sito, segnano una prima importante tappa lungo la difficile strada della difficile lotta al caporalato e per restituire dignità a tantissimi uomini e donne che contribuiscono alla ricchezza del nostro settore agricolo. Di questo va dato atto alla Regione Puglia e anche ai sindacati e alla rete delle associazioni che hanno lavorato per soluzioni condivise con le istituzioni e i lavoratori migranti”.

 

È quanto affermano in una nota congiunta le segreterie regioni di Cgil e Flai Puglia. “Occorre proseguire con maggiore intensità sulla strada indicata – affermano Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil pugliese, e Azmi Jarjawi, segretario provinciale della Flai Puglia -: accoglienza, trasporto pubblico, intermediazione del lavoro trasparente e legale. Su quest’ultimo versante ci sono ancora ritardi, nonostante la Regione Puglia da anni abbia previsto presso i Centri per l’impiego servizi dedicati soprattutto nel periodo estivo per il lavoro agricolo e le cosiddette liste di prenotazione. La verità è che manca totalmente la presenza e il sostegno del Governo, nonostante quanto previsto dalla Legge 199 e dai protocolli sottoscritti tra i ministeri dell’Interno, del Lavoro e della Giustizia tre anni fa”.

 

“Soprattutto serve una assunzione forte di responsabilità da parte del mondo delle imprese, che poco o nulla fanno sul versante dell’accoglienza, nonostante quel che prevede la Bossi-Fini, e ancora scarsamente presenti ai tavoli della Rete del lavoro agricolo di qualità, la cabina di regia istituzionale dove poter tarare e costruire assieme questi servizi utili per i lavoratori ma anche per le imprese che vogliono operare nel rispetto della legge e dei contratti – concludono Gesmundo e Jarjawi -. In questo senso chiediamo ai Prefetti ogni sforzo possibile per sostenere questo progetto e chiamare il mondo produttivo a dare il proprio contributo per sconfiggere un fenomeno che offende e schiavizza persone e getta ombre oscure su un sistema agricolo, quello pugliese, che invece deve competere sulla qualità dei prodotti e non sulla contrazione di diritti e salari”.


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