Medicina territoriale, le proposte della Cgil di Bari per migliorare la sanità

10 -02-2015

Rifondare la medicina generale ossia passare da uno stato in cui vige la centralità del medico ad una forma organizzata complessa che prende in carico il paziente.

A fronte della forte domanda di salute, la Cgil di Bari ha elaborato un censimento, all’interno dell’area metropolitana, delle strutture in corso di riconversione ovvero gli ex ospedali di: Bitonto, Santeramo in Colle, Grumo Appula, Rutigliano, Noci, Conversano, Castellana Grotte; ex struttura ospedaliera Miulli di Acquaviva delle Fonti; la vecchia sede del distretto n°7 di via Fani a Bari e tre Residenze Sanitarie Assistenziali, ossia Sannicandro, Poggiorsini, Noicattaro.

La mappa delle strutture in corso di riconversione verrà presentata domani 11 febbraio a partire dalle ore 10 nella sala Balestrazzi del Policlinico di Bari durante l’iniziativa organizzata da Cgil Bari, Funzione Pubblica Cgil Bari e Spi Cgil Bari dal titolo “ Medicina Territoriale – Proposte per l’efficientamento nella sanità”.

Interverranno al dibattito: Antonio Mazzarella - Coordinatore  Regionale Fp Cgil medici; Antonio Scanni – Dipartimento Politiche Sociali; Giuseppe Lonardelli – Medico esperto organizzazione distrettuale; Vincenzo Creanza – Medico medicina territoriale; Pino Gesmundo – Segretario Generale Cgil Bari; Vito Montanaro – Direttore Asl Bari; Donato Pentassuglia – Assessore alla salute Regione Puglia; Vitangelo Dattoli – Direttore Policlinico di Bari; Cecilia Taranto – Segretario FP Cgil Nazionale; Giuseppe Spadaro – Segretario Generale Spi Cgil Puglia.

Concluderà i lavori Vera Lamonica - Segretario Cgil Nazionale

Dal momento che chiudere un ospedale è una deprivazione, perché viene tolto al cittadino un luogo identitario nel territorio che non rimanda esclusivamente ad un aspetto psicologico, ma viene meno una struttura fisica che provoca nell’utente un senso di smarrimento, la Cgil di Bari partendo dal patto per la salute stipulato nella Conferenza Stato –Regioni e racchiuso nel documento Lorenzin del luglio 2014 sulla medicina del territorio, lancia una scommessa. La scommessa è appunto contenuta nel Patto per la Salute: Unità Complessa di Cure Primarie (Uccp) e Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), sono le uniche forme di aggregazione delle cure primarie, all’interno di strutture dislocate sul territorio e aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Occorre quindi un sistema integrato di servizi per un modello ottimale di medicina sul territorio che risponda realmente ai bisogni di cura dei cittadini. Questo modello necessita per la sua attuazione di scelte istituzionali per reperire risorse indispensabili per la realizzazione di queste forme complesse.   

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