Ok lavoro, arriva il bollino Cgil contro lo sfruttamento

Il sindacato lancia il bollino etico e sfida le imprese: autocertificate il rispetto dei contratti e delle norme di sicurezza. Gesmundo: 18mila tra strutture ricettive e di ristorazione per solo 50mila addetti? Qualcosa non torna

24-05-2019 12:13:23

“Quasi ottomila strutture ricettive, diecimila di ristorazione, 6 miliardi di valore annuo, uno degli assets più importanti dell’economia regionale. E cosa sviluppa il turismo in termini occupazionali? 50mila addetti. Si tratta di numeri incongruenti, qualcosa non torna e quel qualcosa si chiama lavoro nero”. La spiega così il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, la campagna “Ok Lavoro” presentata questa mattina dal sindacato a Molfetta. Location un istituto alberghiero, “davanti a una platea i giovani che sono gli sfruttati non solo di domani ma di oggi, a sentire le loro testimonianze”. Una sfida che la Cgil lancia al sistema delle imprese, “a quelle che operano nel rispetto delle regole e colpite da questa forma di dumping che spinge sulla compressione di diritti e salari per competere su un mercato che invece deve sempre più qualificarsi per la qualità dei servizi e delle professionalità”.

A illustrare il funzionamento del “bollino etico” immaginato dalla Cgil è Giorgia Vulcano, coordinatrice del Nidil che promuove la campagna assieme alla confederazione e alla Filcams regionale. “Con il Dipartimento Politiche Giovanili siamo entrati in contatto con tantissimi ragazzi e ragazze attraverso un questionario e sono loro le vittime designate dell’industria del turismo in Puglia, soprattutto nella stagione estiva”. Nella Puglia diventata un trend nazionale e internazionale per le vacanze, “proponiamo alle aziende di sottoscrivere un protocollo nel quale autocertificano il rispetto pieno dei contratti di lavoro e delle norme sulla sicurezza, sia per riaffermare il valore sociale del fare impresa sia per poter spendere il nostro bollino anche a livello promozionale, accertata l’accresciuta sensibilità a un consumo critico e responsabile”.

Una riflessione su questi temi subito accolta dal dirigente dell’istituto alberghiero di Molfetta, Antonio Natalicchio. ““Un’occasione importante per la nostra scuola e per i ragazzi. La dimensione sociale del nostro agire è costituita dal lavoro, cambiato velocemente in questi anni e messo in pericolo in questa sua specifica. Non possiamo pensare a un futuro in cui vi siano solo cittadini consumatori, dobbiamo capire e gestire le trasformazioni in modo da non far perdere dignità al lavoro e ai lavoratori”. E che le prime esperienze di lavoro non sono state all’altezza delle aspettative e della formazione seguita è emerso dalle testimonianze di due studenti, Maria e Sergio: “Vogliamo lavorare, è stata un’esperienza importante, ma per essere davvero ok il lavoro deve rispondere ai nostri percorsi di studio, altrimenti saremo costretti ad andare altrove. E deve essere ben pagato, ci deve essere rispetto”.

“Tra i giovani c’è consapevolezza che occorre avere formazione e informazione per affrontare mondo del lavoro – ha commentato Barbara Neglia, segretaria generale della Filcams pugliese -. E’ importante svolgere qui l’iniziativa perché da qui possiamo creare le condizioni per costruire un lavoro dignitoso e rispettoso delle norme. Il riconoscimento della professionalità deve essere pieno: la Puglia è meta tra le più importanti del turismo, vantiamo ad ogni livello istituzionale e sociale la bellezza del territorio, ma dobbiamo avere anche la capacità di creare servizi di qualità. Associazioni datoriali, sindacati e scuola possono lavorare assieme per costruire professionalità e servizi adeguati. Per i ragazzi è importante entrare in contatto con il mondo del sindacato, conoscere i contratti, i loro diritti e i loro doveri”.

Sulla concorrenza sleale che rischia di minare il boom del settore nella regione si è invece soffermato Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi: “Da una nostra indagine condotta qualche anno fa nel settore alberghiero, è emerso come a fronte di un aumento delle presenze, vi era stato un decremento degli occupati. Allora l’invito a tutti è a fare attenzione all’ambiente economico in cui si opera. In Puglia vi sono mille alberghi rispetto a 36mila annunci sulla piattaforma digitale Airbnb. Di questi solo 6mila hanno una licenzia, 30mila a nero. Significa che tutti gli sforzi che facciamo non dico che sono inutili ma servono a poco. Se proviamo a contrastare fenomeno ma passiamo per quelli che difendono la propria condizione. Ma la verità è che le strutture hanno dovuto modificare profili gestionali, per reggere concorrenza si è abbassata redditualità delle aziende ma così non si produce nuova occupazione per i giovani, e infatti l’età media dei nostri dipendenti è 40 anni. Ed è un peccato perché anche noi siamo penalizzati dal non poter portare dentro competenze nuove”.

E proprio a queste aziende propone l’alleanza, e l’adesione al bollino etico, Gesmundo: “Abbiamo tassi di occupazione nella fascia d’età fino ai 24 anni insostenibili. In provincia di Foggia, la provincia con Vieste regina del turismo estivo in Puglia, lavora solo il 10 per cento di questi ragazzi. Noi sappiamo che sono numeri bugiardi, che c’è tanta evasione e lavoro nero”. Fornisce altri numeri il segretario generale della Cgil: “In Puglia l’incidenza del turismo sul Pil è del 9 per cento, era del tre e mezzo nel 2006, ed è quasi doppia rispetto alla media nazionale. Per dire dell’importanza del settore. Nel 2018 abbiamo avuto 4 milioni di arrivi e 15 milioni di pernottamenti. Abbiamo circa 280mila posti letto. Lo capite tutti che il dato di 50mila occupati, compresi gli stagionali, non è credibile”. Nel report 2018 dell’Ispettorato nazionale del lavoro il dato delle aziende non in regola è del 64 per cento, perché è così basso il numero di controllo che è quasi più conveniente eludere le norme. “Un settore che ha usufruito anche di ingenti finanziamenti pubblici, nei sette anni di pianificazione dei fondi comunitari oltre 75 milioni di euro”.

Una campagna che parte prima dell’estate e guarda al turismo “ma che non trascurerà altri settori ugualmente afflitti da illegalità e lavoro nero. Abbiamo una responsabilità verso i giovani, abbiamo detto loro di studiare, di formarsi, che la formazione avrebbe aperto porte nel mondo del lavoro. Se non fermiamo questo sfruttamento rischiamo di mortificare generazioni, di soffocare passioni. Se è vero come sostengono le associazioni datoriali che i loro iscritti operano nel rispetto delle norme, che problema avranno ad aderire al nostro bollino etico?”.


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