Previsioni Unioncamere su imprese e occupati, "sostegno a innovazione e tutela lavoro"

Il commento del segretario generale della Cgil pugliese, Pino Gesmundo, allo studio “Sismografo” su effetti Covid-19.

23-04-2020 14:05:26

 

“Le stime sull’impatto che il Covid-19 avrà sull’economia regionale e che anche Unioncamere Puglia ha diffuso, non fanno che rafforzare quel che le Cgil sostiene fin dall’inizio: serve un forte intervento dello Stato anche attraverso il sostegno dell’Europa a favore del sistema produttivo, dei lavoratori, per affrontare le emergenze sociali che emergono e si sommano ai già preoccupanti indici di povertà esistenti nei nostri territori”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, commentando “Sismografo”, lo studio dell’unione delle Camere di Commercio che ha previsto a fine 2021 20mila imprese in meno e una perdita di 69mila posti di lavoro.

“È evidente come alcuni comparti soffriranno più di altri – pensiamo al turismo e al suo indotto – e non crediamo sia un caso invece se tra quelli che soffriranno meno vi sono settori fortemente innovativi – continua Gesmundo -. Nello studio tra le variabili che influiranno su queste stime preventive viene indicata la consistenza e facilità di fruizione delle risorse che a ogni livello saranno messi a disposizione del sistema produttivo. Abbiamo un tessuto produttivo dove prevalgono le piccole imprese, quasi 500mila dipendenti pugliesi lavorano in realtà con massimo 9 addetti. Attività che hanno minori strumenti finanziari, manageriali e tecnologici per ripartire di slancio. Allora questa può e deve essere un’occasione per tutto il sistema anche per riorientarsi verso un modo nuovo di produrre, rispetto a organizzazione, lavoro e sostenibilità, ma anche verso settori diversi, innovativi e più competitivi, ad esempio raccogliendo nel manifatturiero la sfida della digitalizzazione”.

In questo senso per la Cgil, “le risorse che arriveranno dovranno essere condizionate alla ripresa, alla salvaguardia dell’occupazione, all’innovazione tecnologica, ovviamente alla predisposizione delle necessarie misure di sicurezza. Dal livello nazionale a quello regionale abbiamo ribadito un concetto molto semplice: si riparte se ci sono le condizioni, se si rispettano le misure del Protocollo sulla sicurezza, se ogni azienda predispone piani che sottopone al sindacato, alle Prefetture, alla Regione, su cui si esprime un comitato tecnico scientifico. Ma vorremmo già da subito ragionare anche su come riorganizziamo i trasporti pubblici, in sicurezza per utenti e operatori. Su come si struttura la fase di ispezione e controllo, perché certo la responsabilità è delle imprese ma qualcuno dovrà vigilare. E non ultimo come elemento come rilanciamo le infrastrutture sociali e di welfare, non solo perché creano anch’esse Pil e occupazione, ma in quanto indispensabile supporto al benessere dei cittadini: pensiamo ad esempio a scuole e asili, a come conciliare condizione lavorativa dei genitori che hanno figli minori. Crediamo che agire attraverso questi percorsi debba essere interesse di tutti, a garanzia di non incorrere in errori e pagare magari un prezzo ancor più alto per eventuali nuove diffusioni del contagio e successivi blocchi produttivi”.

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