Puglia, anche la Cgil nell'osservatorio regionale sui neofascismi

Gesmundo: un impegno istituzionale per prevenire, monitorare e contrastare forme di neofascismo

06-05-2019 10:46:07

È stato firmato ieri a Bari il Protocollo per l’istituzione dell’Osservatorio regionale sui neofascismi da parte del Presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, e dalle realtà che compongono il Coordinamento antifascista pugliese (Cgil, Anpi, Arci, Libera, Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti e Act).

L’Osservatorio, composto da membri dell’associazionismo, del mondo della cultura e della società civile di comprovate convinzioni antifasciste e incaricati dal Presidente della Giunta a farne parte per cinque anni, provvederà a monitorare le iniziative di singoli o di gruppi di matrice neofascista e xenofoba, stilando un rapporto che verrà pubblicato periodicamente e solleciterà le istituzioni locali a prevenire simili eventi, ad esempio tramite la regolamentazione dell’utilizzo di spazi pubblici.

Il Protocollo impegna la Regione a costituirsi parte civile qualora si verificassero reati legati all’apologia di fascismo, all’odio e alla violenza razziale, di genere e di orientamento sessuale, promuovendo e sostenendo, nel contempo, iniziative rivolte ai più giovani per far conoscere loro la realtà storica del fascismo educandoli ai valori della democrazia e della libertà insiti nella nostra Costituzione.

“Ringraziamo il Presidente Emiliano e la Giunta regionale per la sensibilità e l’impegno dimostrato sul tema – ha dichiarato Pino Gesmundo, Segretario generale della Cgil Puglia – Ora abbiamo uno strumento istituzionale che ci consente di prevenire e intervenire su fenomeni che stanno riemergendo nella nostra società, favoriti dal clima e dalla cultura di odio per il diverso che si sta diffondendo. In Puglia non siamo mai stati immobili davanti a tutto ciò e l’abbiamo dimostrato con la grande mobilitazione di piazza a Bari a seguito dell’aggressione squadrista di Casapound che ha comportato la chiusura della loro sede da parte della magistratura con l’esplicita motivazione della matrice neofascista”

 “L’aggressione squadrista di Bari dello scorso settembre è solo uno dei momenti che ci consegna la necessità storica e politica di organizzarci per rivelare il volto fascista di questi nostalgici del ventennio mussoliniano - affermano i soggetti aderenti al Coordinamento – Bisogna rendere immediatamente operativo l’Osservatorio partendo, ad esempio, dalle minacce di morte ricevute dagli antifascisti baresi durante le manifestazioni del 25 aprile o dalla volontà di Blocco Studentesco (la giovanile di Casapound) di ottenere il riconoscimento di associazione studentesca dall’Università del Salento a Lecce e, dunque, legittimarsi nel dibattito democratico-costituzionale”


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