Sicurezza, nel 2018 il 94% delle imprese ispezionate in Puglia non in regola

Preoccupazione Cgil nel leggere i dati Inail: "Oggi alle prese anche con il Covid-19. La ripresa non può avvenire a discapito della salute di chi lavora"

16-05-2020 17:31:36

“Leggiamo polemiche politiche strumentali nei confronti dell’Inail descritto addirittura come vessatore delle imprese, tutto questo perché risponde al suo mandato istituzionale in tema di prevenzione dei rischi lavorativi, di informazione, di formazione e assistenza in materia di sicurezza e salute sul lavoro. Polemiche ancor più assurde data la scia di incidenti, anche mortali, che si stanno registrando nel Paese a pochi giorni dalla ripresa totale delle attività produttive. Tutto questo quando siamo ancora impegnati nella sottoscrizione di protocolli che mettano al riparo i lavoratori da rischi di contagio del virus nei luoghi di lavoro. Un clima che non ci piace, che sembra reclamare impunità, affermare il principio che il profitto viene prima della salute e della stessa vita degli operai”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, che torna a chiedere “alle istituzioni preposte di essere attivi nella verifica del rispetto delle misure e delle norme anti- contagio”.

Non c’è pregiudizio o accanimento, “perché ad essere sconfortanti sono i numeri dei report che diffonde l’Inail circa il rispetto della normativa sulla sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro in Puglia. Da un lato perché le attività di controllo risentono della scarsa dotazione di personale dell’Istituto, e si sono man mano ridotte negli ultimi anni”, sottolinea Gesmundo. In tema di accertamenti ispettivi, prevenzione e verifica, certificazione e omologazione di macchinari e attrezzature infatti, si legge nel report presentato nel 2019 – l’ultimo disponibile – “il numero di aziende visitate è sceso dalle 971 del 2016 alle 599 del 2018. Ma ancor più preoccupante è che di queste ben 563 sono risultare irregolari, vale a dire il 93,99%. Un dato di 4,63 punti percentuali sopra la media nazionale, che pure è altissima con l’89,36%”.

A questo dato fa da contraltare, forse non a caso, quello degli infortuni sul lavoro, “quasi 85 al giorno la media delle denunce in Puglia nel 2018, per un totale annuo di 31.128. A parlare sono i numeri, invece di attaccare l’Inail e chi svolge tra mille difficoltà compiti ispettivi ci dovremmo indignare per l’alto numero di elusione delle norme sulla sicurezza. Sotto attacco non è più soltanto la dignità del lavoro e i suoi diritti ma la stessa integrità fisica e mentale di chi lavora. Come Cgil non permetteremo in alcun modo che questa spirale perversa possa estendersi, spingendo sul bisogno delle persone ad avere un reddito, sulla necessità della ripresa economica: solleciteremo i componenti Cgil nei comitati di indirizzo e vigilanza provinciali dell’Inail affinché ci sia la massima attenzione su misure di prevenzione e attività di controllo”.


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