Maltempo e dissesto: "Da Governo tagli a fondi per messa in sicurezza. Investimenti anche per completamento schemi idrici"
15-04-2026 09:17:15
“Il maltempo che ha imperversato per giorni in Puglia così come su Molise e Abruzzo, e che ha causato ingenti danni, richiama - se ce ne fosse bisogno - l’allarme sulla tenuta idrogeologica dei nostri territori e un’attenzione finora solo emergenziale e del tutto insufficiente del Governo nazionale. Dalla Sicilia alla Calabria e ora le regioni adriatiche, si fa i conti con risorse insufficienti, ricordando i 6,5 miliardi che erano previsti nel Pnrr per la manutenzione del territorio per il periodo 2025-2034”. È quanto afferma la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, che sottolinea come “non abbiamo ascoltato la voce dei vertici della Regione Puglia, rispetto a ricadute criticità che vivono soprattutto le popolazioni delle aree interne, con strade provinciali franate, che linee ferroviarie bloccate, danni ingenti a cittadini e fondi agricoli. Credo sia più che legittima la richiesta avanzata da alcuni amministratori locali rispetto alla dichiarazione dello stato di calamità”.
“Non possiamo aspettarci molto di più da un Governo anti meridionalista e negazionista del cambiamento climatico e delle conseguenze legate alla vulnerabilità dei territori con fenomeni quali frane, alluvioni, erosione costiera che interessano tutto il Paese. E la Puglia, per la sua conformazione orografica, è notevolmente esposta: per l’Ispra addirittura l’89% dei nostri Comuni è esposto a questo rischi. E l’Ordine dei Geologi ricorda per frane e alluvioni nella regione sono a rischio oltre 50mila edifici e 200mila residenti, ma anche 6mila imprese e 1200 beni culturali. Rischio che, come accaduto in questi giorni, si traduce in interi comuni isolati, danni all’economia e conseguente per cittadini e lavoratori, terreni agricoli inondati”.
Per la Cgil “la disattenzione verso i cambiamenti climatici porta a un assurdo controsenso per il quale, da un lato, viviamo una condizione di criticità rispetto a una risorse fondamentale qual è quella idrica, che investe soprattutto un settore fondamentale qual è per noi quello agricolo, e quando vi sono invece ingenti precipitazioni non siamo in grado di immagazzinare l’acqua. Servirebbero allora investimenti per opere infrastrutturali in grado di estendere la capacità di raccolta e per la messa in rete degli schemi idrici, in modo da poter avere compensazioni tra periodi di siccità ed altri caratterizzati da sovrabbondanza di piogge”.
“Chiediamo alla Regione Puglia che sul tema del contrasto al dissesto del territorio, che con investimenti adeguati non solo metterebbe a riparo le nostre città, le coste così come versanti montani, ma sarebbe anche motore di creazione di buona occupazione, non scenda il silenzio passata l’attuale emergenza. Serve una politica di prevenzione, di coordinamento tra livelli nazionali e periferici, serve coinvolgere le parti sociali, serve prima di tutto il ripristino delle risorse tagliate e rimodulate”. Dei finanziamenti del Pnrr dirottati, sono stati tagliati il 70% dei fondi destinati alla messa in sicurezza delle strade provinciali – 25 di queste interrotte solo nel Foggiano - in questi giorni allagate o interessate da crolli e frane. A questo si somma il taglio di 1,8 miliardi per i piccoli comuni”.
“Al punto che possiamo dire – commenta Bucci – che a questi eventi meteorologici sempre più frequenti e distruttivi, si somma l’altrettanto devastante azione di un Governo disinteressato a territori come quelli del Mezzogiorno che già presentano storiche fragilità economica, sociali, strutturali. Altro che autonomia differenziata e attenzioni ai territori più ricchi del Paese, qui serve un’azione a sostegno del Sud, che si è già fatto sentire con la straordinaria raccolta firme a sostegno del referendum che puntava ad abolire la riforma Calderoli – poi saltato – e con il voto all’ultima consultazione sulla riforma Nordio. Alla Regione, agli amministratori locali, alle parti sociali chiediamo di far sentire la nostra voce e reclamare attenzione per i nostri territori e le persone che ci vivono”.