Salute, sicurezza, pubblica amministrazione. Uno sciopero perché lo Stato funzioni

Intervento del Segretario Generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, sulla mobilitazione indetta unitariamente per il 9 dicembre dai sindacati del Pubblico impiego di Cgil Cisl Uil

08-12-2020 17:50:06

Sono stati in prima linea nel combattere ogni giorno per 24 ore al giorno la pandemia, in un contesto sanitario senza precedenti. Hanno garantito servizi essenziali nell’ambito dell’assistenza sociale, dei servizi educativi, nella sicurezza dei cittadini, nei servizi agli utenti fossero privati o imprese. Sono medici, operatori socio sanitari, vigili del fuoco e dipendenti dei ministeri, operatori ecologici o del terzo settore. Sono lavoratori dei servizi pubblici che mercoledì 9 dicembre scioperano per chiedere condizioni di di lavoro migliori, maggiori risorse per gli enti pubblici, lotta al precariato e rinnovi contrattuali, reinternalizzazione di compiti e funzioni istituzionali.

Non eroi ma professionisti, spina dorsale dello Stato nelle sue diramazioni periferiche, uomini e donne che fanno funzionare la complessa macchina pubblica nonostante anni di tagli e arretramenti. Pensiamo alla sanità, a tutta la retorica spesa sugli “angeli” che hanno combattuto il Covid nelle corsie dei nostri ospedali, mettendo a rischio la propria salute, pagando anche un prezzo alto in termini di contagi e morti sul lavoro. Ebbene il loro contratto è arrivato dopo dieci anni di blocco delle retribuzioni, ed è di nuovo scaduto da due anni. Chiederne con forza il rinnovo è un diritto sacrosanto. Chiedere che vi siano risorse per riconoscere la professionalità di chi opera in settori strategici per il funzionamento del welfare pubblico, chiedere che vi siano assunzioni – pensiamo solo alla Puglia dove si stima una carenza di personale nella sanità di circa 5000 profili -, chiedere che si smetta con il precariato – 170mila precari nella pubblica amministrazione - chiedere investimenti su qualità e quantità dei servizi, su competenze e innovazione, significa sostenere le ragioni di chi lavora e va messo nelle condizioni di operare al meglio, ma anche degli utenti, dei cittadini, delle imprese, di chi alla Pubblica amministrazione si rivolge. Gli attacchi ingiustificati che arrivano su questi lavoratori, descritti come garantiti, sono scorretti e immotivati: andiamo a dirlo ai più di mille operatori della sanità che hanno contratto il coronavirus mentre svolgevano la propria professione. Oppure agli infermieri sottopagati, agli esternalizzati che lavorano per poche euro l’ora.

Scagliarsi contro i dipendenti pubblici alimenta un odio sociale spinto verso il basso, mentre vanno invece garantiti tutti i diritti costituzionali quali salute, sicurezza, welfare, riconoscimenti professionali e salariali adeguati. Il tutto mentre leggiamo che durante la pandemia tante società che pagano tasse ridicole nei vari Stati hanno visto crescere i patrimoni per centinaia di milioni di dollari e capitalizzarsi in borsa per la metà del valore. Così come i più ricchi hanno consolidato patrimoni senza essere sfiorati dalla crisi e senza misure fiscali che puntino a riequilibrare redditi e ricchezze nel nostro Paese. Sosteniamo allora lo sciopero dei lavoratori dei Pubblici servizi, perché lo Stato smetta di arretrare sui temi delle tutele sociali e del funzionamento della pubblica amministrazione, perché una sanità che funziona, una PpAa che funziona, sono investimenti per il futuro del Paese, per ammodernarlo, renderlo più competitivo, per garantire migliori servizi ai cittadini e alle imprese. Perché significa creare lavoro e sviluppo. Sono le ragioni che portano la nostra confederazione ad essere al fianco il 9 dicembre dei lavoratori in sciopero. Uno sciopero che interessa tutti, che è di tutti, di chi crede nel ruolo che lo Stato deve continuare a svolgere nel Paese nell’interesse generale.  con i lavoratori in Piazza Prefettura a Bari.

Mercoledì 9 a partire dalle ore 10, la Cgil Puglia sarà con i lavoratori pubblici in Piazza Prefettura a Bari. Al contempo in tutti gli altri territori della regione, sarà garantita la partecipazione di tutte le altre categorie di lavoratori e delle Camera del lavoro provinciali.


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