Arresti legati a morte Paola Clemente, Cgil e Flai: tavolo permanente contro caporalato

Nota congiunta dei segretari generali della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e della Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi

23-02-2017 12:29:58

E’ notizia di oggi quella degli arresti ordinati dalla Procura di Trani nei confronti di chi a vario titolo è coinvolto nella morte di Paola Clemente: si applica e si dimostra efficace la legge 199 di contrasto al caporalato, attaccata quasi quotidianamente dalle associazioni datoriali. Ma senza il coraggio e gli esposti della sua famiglia, sostenuta fin dal principio dalla Flai e dalla Cgil pugliese, la tragica fine dell’operaia agricola sarebbe stata derubricata a casualità. Solo una settimana fa, durante la nostra iniziativa con Susanna Camusso, sul palco dell’assemblea regionale a Taranto abbiamo ascoltato Stefano Arcuri, il marito di Paola, chiedere che quanto accaduto possa almeno servire affinché nessun altra tragedia del genere debba mai più ripetersi.

Alla magistratura il compito di accertare fino in fondo le responsabilità. Quel che invece è urgente e rilanciamo con forza è avviare un tavolo istituzionale permanente presso la Prefettura di Bari – che secondo il Protocollo sperimentale di contrasto al caporalato firmato nel maggio del 2016 ha il compito di coordinare tutte le prefetture della regione - per monitorare il fenomeno dello sfruttamento nelle campagne e rendere applicabili le nuove norme di contrasto al caporalato. C’è già la disponibilità  della Regione Puglia manifestata dal dirigente Stefano Fumarulo.

E’ di un mese fa la denuncia del presidente della Corte d’appello di Bari, in apertura dell’anno giudiziario, sulla gravità della situazione e gli interessi criminali che coinvolge. Di lunedì la vicenda dei braccianti rumeni ridotti in schiavitù nel Tarantino. Chiediamo un tavolo – al Prefetto di Bari abbiamo già inoltrato con la Flai una richiesta ufficiale - al quale invitare le parti datoriali, quelle sane, quelle che non ricorrono a caporali e subiscono la concorrenza sleale di chi viola leggi e contratti. Non è pensabile che un settore strategico per l’economia pugliese debba competere non su qualità ed eccellenza ma sulla contrazione di diritti e salari, alimentando economie criminali. Non è pensabile che la dignità delle persone venga continuamente offesa e la loro sicurezza messa in pericolo.

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